Anche se la formula �bioetica� compare soltanto agli inizi degli anni�70, l�interesse per i problemi etici legati a innovatori interventi in ambito medico era gi� ampiamente affiorato nei decenni precedenti. � questa la ragione per cui qualcuno parla di una �preistoria� della bioetica. Ne segnaliamo alcuni momenti.
Mentre l�orrore per le pratiche dalla medicina nazista (sperimentazione su prigionieri, eugenica, sterilizzazione, eutanasia) aveva favorito la formulazione di codici volti a definire alcuni diritti basilari propri della persona umana e a regolamentare le attivit� mediche o sperimentali, l�apparire di tecniche mediche innovative e ambigue nelle loro applicazioni avevano favorito lo sviluppo di quell�etica medica che costitu� la prima fonte della bioetica sia negli Stati Uniti sia in Europa.
Alla riflessione diede un notevole apporto papa Pio XII, che riserv� ampia attenzione a problemi che oggi sono oggetto della bioetica. Negli anni �50 il magistero di questo pontefice costitu� un autorevole punto di riferimento per medici e teologi.
L�atteggiamento verso il magistero cattolico era destinato a mutare nel corso della decade successiva, che vide l�avvento di un nuovo contesto culturale, dai tratti secolari e pluralistici, e, insieme, l�insorgere di un diffuso rifiuto dell�insegnamento di Paolo VI sulla paternit� responsabile (Enciclica Humanae vitae, 1968).
Alla ristrutturazione della sensibilit� morale nei paesi dell�Occidente � incluso il Nord-America, che vide il sorgere della bioetica � contribuirono in misura notevole i fermenti che attraversarono gli anni �60, sotto la spinta di vari movimenti, impegnati su diversi fronti (diritti civili, controllo demografico, ecumenismo, ambiente, pacifismo�). L�ampio e disordinato fermento sociale e intellettuale proprio di quegli anni promosse le energie morali e intellettuali che diedero origine a una bioetica volutamente sganciata da sistemi metafisici e da direttive etiche religiose.
� a Van Rensselaer Potter � l�oncologo nordamericano autore del celebre Bioethics: Bridge to the Future (1971) � che va riconosciuta la paternit� del fortunato neologismo �bioetica�.
Potter indicava nella bioetica l�urgente e necessaria sapienza atta a individuare le modalit� di una responsabile utilizzazione della conoscenza umana in ambito scientifico-biologico; anzi, un�acuta percezione dei pericoli derivanti da una biologia sganciata dall�eredit� umanistica lo orientava a qualificare la bioetica come science of survival, ovvero come �scienza della sopravvivenza� dell�intero ecosistema.
Nella mente di Potter, la bioetica si configurava come disciplina del tutto nuova, volta a combinare conoscenze biologiche e sistemi di valori, per identificare e promuovere un cambiamento ambientale ottimale e prolungare cos� la sopravvivenza della specie umana.
Mentre Potter pensava a dare forma organica alla bioetica, altrove gi� si era all�opera per la strutturazione accademica di una disciplina-ponte tra le scienze della vita e l�etica:
Nel 1969, nei pressi di New York, dal filosofo Daniel Callahan e dallo psichiatra William Gaylin era stato fondato l�Institute of Society, Ethics and the Life Sciences, meglio noto come Hastings Center.
Tale istituzione incise profondamente nella strutturazione e nella diffusione della bioetica a partire dal 1971, quando iniziarono le pubblicazioni dello Hastings Center Report.
Nel 1971, sotto la guida di Andr� Hellegers � un ostetrico e fisiologo dell�embriologia umana di origine olandese � viene fondato a Washinghton un istituto universitario, con taglio interdisciplinare, specificamente dedicato alla bioetica: The Joseph and Rose Kennedy Institute for the Study of Human Reproduction and Bioethics.
Allo sviluppo della bioetica come specifica disciplina provvedeva, in particolare, il Center for Bioethics, una delle tre sezioni in cui si articolava il Kennedy Institute.
� a questo Centro che si deve l�avvio del database Bioethicsline nel 1974 e la pubblicazione, a partire dal 1975, della poderosa Bibliography of Bioethics (inizialmente curata da LeRoy Walters), nonch� l�edi�zione, nel 1978, dei 4 volumi della Encyclo�pedia of Bioethics, alla cui realizzazione Warren T. Reich lavorava fin dal 1972.
La pubblicazione della Encyclo�pedia of Bioethics segn� un punto di svolta nella concezione stessa della bioetica.
Configurata da Reich come �studio sistematico della condotta umana nell�ambito delle scienze della vita e della cura della salute, esaminata alla luce dei valori e dei principi morali�, la bioetica subiva uno spostamento di accento in senso bio-medico, incamminandosi su sentieri non del tutto coincidenti con quelli bio-ecologici preconizzati da Potter. D�altra parte, pionieri e istituzioni della bioetica avevano nutrito fin dall�inizio interessi pi� mirati: quelli di un contenimento delle opzioni mediche nei confronti delle nuove tecnologie.
La bioetica con the focus on medical options � ovvero la bioetica intesa come sviluppo dell�etica medica � fin� con l�oscurare l�idea originaria di questa disciplina, al punto che Potter sent� il bisogno di scrivere un altro volume, intitolato significativamente Global Bioethics (1988), per ribadire che la bioetica era da lui intesa in senso globale, ovvero come una disciplina dove la qualit� della vita fisica dell�uomo (Medical Bioethics) era coordinata alla qualit� della vita ambientale ed ecologica (Ecological Bioethics).
Gracia D., Fondamenti di bioetica. Sviluppo storico e metodo, San Paolo, Cinisello Balsamo 1993.
Russo G. (ed.), Bilancio di venticinque anni di bioetica. Un rapporto dai pionieri (Le nuove sfide dell'etica), LDC, Leumann (Torino) 1997.
Viafora C. (ed.), Vent'anni di bioetica. Idee protagonisti
istituzioni, Fondazione Lanza - Gregoriana Libreria Editrice, Padova 1990.